TELEMATICA E INFEDELTA'
LEGGE MAIL DELLA MOGLIE E NE PARLA AL GIUDICE PER SEPARAZIONE, MULTATO
TREVISO - Aveva riferito il contenuto di mail scambiate dalla moglie con un egiziano come prova nella causa di separazione, ma il giudice ha inflitto a un trevigiano una multa di 500 euro, condonata, perché leggendole ha di fatto violato la segretezza della corrispondenza di un'altra persona. Il giudice ha inoltre disposto il pagamento da parte del marito di 5.000 euro a favore della coniuge, costituitasi parte civile, per i danni subiti.
La vicenda - come riporta la stampa locale - è legata alla richiesta di separazione presentata dalla donna con la contestuale domanda di affidamento del figlio. L'uomo, però, davanti al giudice aveva parlato delle mail e la donna l'aveva querelato.
Il legale del marito ha sostenuto che la donna avrebbe lasciato le mail nel Pc del negozio senza particolari protezioni permettendo così di fatto di poterle leggere.
E' probabile che l'uomo, che è stato invece assolto dall'accusa di aver rivelato pubblicamente i contenuti dei messaggi, ricorrerà in appello. Per l'associazione Matrimonialisti Italiani (Ami) "la sentenza del Tribunale di Treviso che ha condannato un marito per aver rivelato nel corso del giudizio di separazione il contenuto di una e-mail della moglie conferma il principio, costituzionalmente garantito, del diritto alla riservatezza".
"Per la legge - rileva una nota - anche le e-mail e gli sms sono veri e propri mezzi di corrispondenza tra le persone che non possono essere violati in alcun modo al pari della posta ordinaria.
"All'Associazione Matrimonialisti Italiani risulta che nell'80% dei casi - spiega il presidente, l'avvocato Gian Ettore Gassani - le infedeltà coniugali vengono scoperte attraverso il controllo della posta elettronica e del telefonino di chi le commette.
In pratica per scoprire una infedeltà coniugale occorre 'necessariamente' commettere un reato.
Il malcostume tutto italiano di curiosare nelle corrispondenze del partner è un fatto oramai generalizzato che coinvolge la stragrande maggioranza delle coppie. In passato la scoperta della infedeltà avveniva per caso o attraverso investigazioni private.
Oggi basta conoscere una password per entrare nella vita dell'altro. La produzione di copia di e-mail contenenti la prova dell'infedeltà nel corso dei processi di separazione viene tuttavia tollerata dai giudici civili, salva la possibilità di sporgere querela in sede penale in capo al coniuge danneggiato". L'Ami ritiene che il sacro diritto alla riservatezza non possa essere sacrificato in alcun modo dalla necessità di provare questioni private: i casi di infedeltà coniugale vanno scoperti con altri modi.
LA FANTASIA AL POTERE
Sessantottini di tutto il mondo giubilate: finalmente la fantasia è andata al potere. C'è voluto un pò di tempo ma alla fine ce l'abbiamo fatta e, come al solito, grazie all'insegnamento di alcune donne illuminate.
Ecco un'e.mail ricevuta dal sottoscritto qualche giorno fa:
"My dear,
ti scrivo questa e.mail per avvisarti che ti dovrò dire delle cose, ma che non ti scrivo ora perchè non ho il tempo. Ma, allora, dirai tu, mentre stai scrivendo questa sciocchezza perchè non mi dici subito, in forma sintetica, il contenuto del tuo pensiero?
Perchè è una cosa lunga, e anche no, e poi vorrei una risposta estesa e probabilmente TU non hai ORA il tempo per rispondermi a dovere.
Per cui lasciamo perdere, faremo con più calma.
Casomai chiamami tu quando puoi, che ti dirò tutto. Cerca di NON dimenticarti."
Prendete nota, è un testo riproponibile.
Se il destinatario è ansioso dopo tre minuti chiama e ti risolve il problema. Se è educato, si fa vivo comunque presto dicendo che ha tempo per ascoltare e lo fa con piacere, figurati... Se non chiama si può sempre dire che è un pò stronzetto, che se la tira, che non aiuta un amico/a in difficoltà. Da qualsiasi parte la mettete, il problema è di chi deve dare la risposta, non di chi ne ha bisogno.
Fantasia al potere... che ci sia sempre stata? ;-)
TANTRA, CIOE' FARE LE COSE CON CALMA
Ho letto qualcosa sul "sesso tantrico" che mi ha favorevolmente interessato.
Per spiegare meglio cos'è è necessario partire dalla nostra esperienza sessuale, di occidentali, intendo ;)
Il sesso assomiglia spesso ad una prova, una prestazione che, in quanto tale, richiede competitività con se stessi e con il partner.
Si può dire che si verifichi il trasferimento della competitività dalla vita e dal lavoro alla sfera sessuale.
Non a caso si parla di 'prestazioni' sessuali. Il nostro obiettivo, che diventa anche la nostra difficoltà, è quello di raggiungere un risultato: l'erezione, l'eiaculazione, l'orgasmo prorio e del partner. L'atto sessuale è dunque fatto di movimenti, di un'erezione, di un partner da soddisfare e di un orgasmo da raggiungere.
Ebbene il sesso tantrico può essere considerato, invece, quasi come la negazione di tutto ciò. È sufficiente che il maschio stia dentro la partner. Non è necessario neppure muoversi: il semplice contatto intimo è sufficiente. Bisogna stare con i muscoli di tutto il corpo abbandonati, l'uomo non deve tentare di sostenere l'erezione in nessuno modo; non deve contrarre i muscoli pelvici.
Invece la donna, se vuole, può muovere i muscoli vaginali. Una cosa che può accadere è che la donna pur non raggiungendo l'orgasmo si senta appagata (sempre fortunate, voi).
Il meccanismo che si innesca è essenzialmente fisiologico e si collega ad una situazione psicologica preesistente di relax. Quando, infatti, si è tenuta la posizione per un periodo di almeno trentacinque minuti avviene una reazione fisica che fa sì che le onde cerebrali dei due amanti si sintonizzino su un livello comune e molto calmo. In altre parole una reazione fisiologica, un cambiamento fisico che avviene dentro il nostro corpo. Non bisogna dunque commettere l'errore di considerare l'esperienza tantrica come un qualcosa di mistico, tutt'altro.
Quando una persona è attivamente impegata a fare qualcosa ed è tesa, il cervello lavora su un ritmo di onde corte e veloci. In questo stato la capacità di percepire sensazioni piacevoli da parte del corpo è bassa perché la mente ha bisogno di molta energia, tolta al corpo e agli organi vitali.
Se ci si rilassa il ritmo del lavoro cerebrale diventa più lento e le onde che lo contraddistinguono si allungano.
In questo stato le energie consumate dalla mente sono pochissime e l'organismo può utilizzare tutte le forze disponibili per ottimizzarsi.
Nel caso di una coppia che prova l'esperienza del sesso tantrico (ma la cosa può valere per qualsiasi situazione in cui si è accomunati da una situazione e da sensazioni rilassanti, con carezze, massaggi e quant'altro) le onde cerebrali non solo rallentano ma si sintonizzano sulla stessa 'lunghezza d'onda'.
Beh, non ditemi alla fine che scrivo queste cose perchè mi vergogno di comprare in farmacia il Viagra, occidentaloni che non siete altro ;)
Testo tratto parzialmente dalla rete
INNAMORARSI DELL'AMORE
D'accordo, questi NON sono discorsi specifici da uomini, lo so, ma l'altra sera, ad una cena, è nata una conversazione sul tema. Buono il vino, certamente.
Può una persona, maschio o femmina che sia, dopo anni di monotonia e abitudine affettiva, confondere l'innamoramento per una persona con l'amore, mentre quello che cerca è invece ri-vivere una situazione da innamorati, con tutto quello che di piacevole comporta?
Bella domanda.
Aggiungo ora quanto scritto in un altro blog, da una signora:
"L'idea dell'amore come "travolgente" e "cieco" è una cosa stupida.
Non mi voglio più innamorare "ciecamente".
Io voglio tenere gli occhi aperti.
Voglio vedere ogni giorno i motivi per cui mi sono innamorata e ogni giorno trovarli validi.
Altrimenti finisce che, a distanza di tempo, l'unica cosa che rimane è una domanda: "Ma cosa ci trovavo di così speciale in quella persona? Perchè ho scalpitato, urlato e pianto per tanto tempo?"
Innamorarsi dell'amore e innamorarsi di una persona sono cose ben diverse".
Senza leggere questo testo e aiutati da un'ottima grappa abbiamo concluso, anzi, più io di altri, che invece è meglio lasciarsi andare e prendere qualche rischio nella vita. Se stiamo lì a chiederci sempre tutto non si va da nessuna parte, e intanto la vita passa.
Non sono molti quelli che si ricordano che la vita biologica della specie umana ha una dimensione finita. Abbiamo anche speso poco, alla fine, al ristorante.
Appunto, alla fine.
SI QUAERIS MIRACULA
Ho avuto due zie fantastiche le quali, tra le mille cose che sapevano fare, avevano anche la capacità di far ritrovare le cose perse, anche quelle "assolutamente perse".
Come? Con una preghiera antica.
Che scopro facendo un pò di Googling? Che qualcuno l'ha pubblicata in Wikipedia.
Ve la ripropongo perchè, se siete credenti convinti, e lo dico con grande rispetto, vi posso assicurare che funziona, eccome! Divinazione e religiosità al servizio non dell'anima, ma del portafoglio ;)
"Il Sequeri è una forma di preghiera popolare cristiana che la tradizione consiglia per recuperare le cose perdute.
Quasi più nessuno oggi conosce questa forma di preghiera, che deriva il suo nome da "si quaeris miracula", parole iniziali dell'antifona a Sant'Antonio da Padova, invocato dal popolo per trovare un oggetto smarrito.
Sono molti i versetti popolari della preghiera che la gente un tempo recitava, a volte pure per fare trovare marito alle giovani donne.
Oggi a saperli recitare tutti correttamente sono rimasti in pochi; per di più, è ormai difficile giungere alla stessa conoscenza di questa formula religiosa, oramai ignorata anche dalle raccolte di preghiere.
Per tradizione popolare tale preghiera va recitata senza interruzione per tredici volte di seguito (da cui il nomignolo "tredicina di sant'Antonio")."
« Si quaeris miracula
mors, error, calamitas,
demon, lepra fugiunt
aegri surgunt sani.
Cedunt mare, vincula;
membra, resque perditas,
petunt et accipiunt
juvenes et cani.
Pereunt pericula,
cessat et necessitas,
narrent hi qui sentiunt,
dicant Paduani.
Cedunt mare, vincula…
Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto…
Cedunt mare, vincula… »
SINTONIA CEREBRALE E VITA DI TUTTI I GIORNI
Premessa: parliamo del cervello umano.
Quando l’emisfero destro e sinistro entrano in sincronia tra loro riescono a fondersi energeticamente per creare una onda di forma stabile che risuona con lo spazio interpersonale. E’ proprio questo che trasporta la nostra percezione dal dominio del corpo-mente collocandolo nel dominio spirituale.
Bene. E allora? Leggete il seguito.
C'è stata un'interessante scoperta sulla coerenza neuropshichica, neanche tanto recente, che parla di "coerenza intercerebrale"
"...Si definisce "coerenza intercerebrale", o "sincronizzazione interpersonale", quando i cervelli di coppie di persone vicine, che normalmente sono caratterizzati da onde completamente indipendenti e non coerenti, possono sincronizzarsi tra loro anche a livelli molto alti.
Questi dati sono stati da me (dall'autore) rilevati e quantificati con una serie di esperimenti su coppie svolti nel 1991 e 1992, analizzando i valori di coerenza tra i loro emisferi destri e sinistri.
La ricerca ha evidenziato un'inaspettata comunicazione tra persone vicine, con punte di sincronizzazione tra cervelli superiori al 90%. Questa scoperta dimostra scientificamente una "comunicazione sottile" tra persone e permette di quantificare fenomeni come l'affetto di coppia, l'empatia, il feeling e la telepatia."
(tratto dal capitolo ottavo del libro di Nitamo Montecucco: Cyber - la Visione Olistica)
Domanda: avete mai provato questo?
Vi posso assicurare: è un'esperienza fantastica, e non dite che mi sono fumato qualcosa di strano o che ho bisogno di cure mediche urgenti.
Intanto questa sintonia si scopre quasi immediatamente, già dopo qualche minuto di contatto verbale, ma non si percepisce o definisce subito essendo abbastanza rara.
Un'esposizione più prolungata - chiamiamola così - permetterà, via via, di percepire una sensazione di benessere sempre maggiore, quasi fosse un'amplificazione del sè nell'altra persona, e di capire di cosa si tratta.
La fisicità, a questo punto, è importante ma non sostanziale, e così le propensioni caratteriali: tutto è centrato nel collegamento con l'altro/a, e di lì passano sensazioni e sottintesi. Si intuisce già come si vivrà l'atto d'amore, ad esempio, anche senza averlo ancora fatto.
Scoperta questa connessione WIFI senza password, diventerà difficile scollegarsi, e quando giocoforza si interromperà, ci vorrà un pò di tempo per ricentrarsi sul sè. Vi auguro di provare questo sballo.
ASPETTIAMO CHE LA NATURA FACCIA IL SUO CORSO
Ha destato molto scalpore il fatto che esista in Facebook un gruppo intitolato "Uccidiamo Berlusconi". Ne ha parlato il Tg1 all'ora di cena e il ministro Angelino (Alfano), con il suo pronunciamento altero e scandito, ha chiesto alla Magistratura, per atto dovuto, che apra un fascicolo ribadendo che si teme seriamente per la vita del Premier.
Angelino, leggi i commenti, ti prego. Il più bello è questo, di una donna: "Grazie a tutti, mi sto facendo un sacco di risate... noi siamo vivi, tanti e giovani...lui è piccolo, vecchio e misero...aspettiamo con fiducia la sua fine...il domani sarà migliore...un abbraccio".
Quindi suggerisco all'amministratore del gruppo di cambiare "Uccidiamo" - troppo truculento - con un "Aspettiamo che la natura faccia il suo corso", oppure, come dicono in Veneto "Speremo che el Signor seo toga". Non credo che un magistrato aprirà un fascicolo su una silenziosa preghiera ;).
QUANTO PIACE IL POLPETTONE!

E' chiaro che sono anch'io iscritto ad un social network, anzi, a più di uno.
Facebook rappresenta per me il miglior prodotto industriale di "Humanity melting", e infatti vende tantissimo.
Lasciamo perdere i test del tipo "Quanta sfiga ho oggi?", oppure le proposte commerciali del tipo "Regala un angelo custode" - oggetto di separata valutazione - e concentramoci sui "contatti".
I miei contatti, che non ho cercato e che mi trovo accreditati con il tempo, sono così suddivisi:
1. Perfetti sconosciuti totali. Io non ho chiesto perchè mi hanno cercato, loro non me l'hanno detto; molti non sono italiani, per cui chiederci "Come va, bene grazie!" non mi pare elettrizzante.
2. Perfetti sconosciuti nella vita reale, ma già intravisti in altri social o amici di... e va bene, confermiamo.
3. Conosciuti nella vita reale una volta, in occasione di meeting, ad esempio. Va già meglio, ma molti sono stranieri e anche qua parlare con un belga di Berlusconi è poco decoroso.
4. Conosciuti nella vita reale tanto tempo fa, ora persone completamente diverse: ex allievi, ex datori di lavoro, ex. Io amo il presente.
5. Persone conosciute nella vita reale ma che abitano distante. Va bene, ma per queste c'è Skype.
6. Persone che conosco nella vita reale, e che frequento e non frequento: figli, fratelli, amanti mascherate, ex mogli, mariti gelosi e vicini di casa curiosoni.
Sembrano quei matrimoni di una volta, con 200 invitati, solo che mancano gli sposi, e non si mangia. Fantastico.
Dimenticavo: le cause! Ma alla prossima volta.
QUELLI CHE
Ai margini di una "normale" vita di società esistono, credo per tutti, delle situazioni relazionali talvolta originali e divertenti, in altri casi un un pò meno... vado a delinearle.
Quelli che saluti da una vita ogni volta che ti incroci in città, e loro ricambiano, e tu ricambi, pur avendo parlato insieme magari una volta sola, tanti anni fa.
Non sai dove abitano e cosa fanno, non sai i loro nomi, ma invecchi salutandoti per strada.
Quelli che non saluti ma che vedi (quasi) sempre prima di partire per un viaggio o appena ritornato.
Non sai chi sono, ma ci sono. Moderni auguri o segni del destino? Meglio non approfondire.
Quelli che non ti salutano più perchè diventi per loro invisibile.
Persone con le quali sei uscito a cena, hai lavorato, parlato: senza motivi veri o documentati, a un certo punto, scompari dal loro campo visivo e non esisti. Puoi anche cercare il loro sguardo, la prima volta, e accennare un saluto, ma la tua trasparenza è da lago di montagna.
Sai abbastanza di loro, e loro di te, ma invecchi ignorandoti. Stronzi.
Quelli che vorresti salutare ma non li vedi da più di 30 anni.
Io ho un record personale: non ho più visto nè incrociato un compagno di scuola media superiore dal giorno dell'esame di maturità, tal Busato di cognome.
Sono passati 33 anni, abitiamo a 15 km di distanza, so che lavora e abita nello stesso paese, quasi stesso settore professionale.
Viene da dire: "Chiamalo, cercalo, se hai voglia di parlargli", ma, a dire il vero, non voglio rinunciare alla possibilità di stabilire un qualsivoglia record.
Quelli (meglio quelle) che ti piacerebbe incontrare anche di sfuggita, ma che sono scomparse dai luoghi che prima frequentavano assiduamente. Spesso sono ex.
Magari lavorano e abitano entro un raggio di 5 km dalle rispettive abitazioni/ luoghi di lavoro, ma è impossibile che avvenga un incontro casuale.
Dove cazzo sono finite, se una volta erano sempre in centro?
Se questi sono segnali da considerare, si può concludere che l'incrocio tra le rispettive vite è stato un evento fine a sè stesso, non forse così importante come si pensava.
Quelli che non vorresti MAI incontrare, ma poi ci sono dove non dovrebbero esserci.
Una pattuglia di vigili arrabbiati, ad esempio, mentre sorpassi con doppia linea continua...
DONNE IN POLITICA 3/3
Sarah Barracuda ha assunto il ruolo del «pitbull col rossetto» che azzanna Obama.
Questa donna mi spaventa da morire. E' Wonderwoman mascherata.
Leggete il suo curriculum vitae.
A 10 anni ha ucciso il suo primo coniglio, sparando dalla veranda della casetta gialla dei genitori, a Wasilla, paesino dell'Alaska ai piedi dei monti Talkeetna.
Alle elementari leggeva già i quotidiani, attentamente, dalla prima all'ultima pagina.
A 18 anni ha giocato la partita di basket della sua vita nel campionato statale dell'Alaska, segnando il punto alla vittoria per le Wasilla Warriors nonostante avesse una caviglia rotta. Ventenne, sul peschereccio del futuro marito Todd si ruppe diverse dita di una mano. Il giorno dopo, fasciata, tornò in barca ad aiutarlo.
Testarda, determinata, il papà afferma di aver perso ogni potere di influenzarla quando aveva 2 anni. È la terza di 4 fratelli.
Famiglia unitissima. Tutti insieme a caccia di caribù, capre selvatiche, foche, a competere in maratone e corse campestri. Sarah fu battezzata in fasce in una chiesa cattolica, ma poi gli Heath passarono alla Wasilla Assembly of God.
Quando aveva 12 anni, volle essere ribattezzata nel lago Beaver: a lei si unirono la mamma e i fratelli.
Una laurea no? Un pò di esperienze culturali, qualche libro scritto, qualche docenza universitaria ? No, vero?
Ricordo che John McCain è un pò avanti negli anni.
Il Vice Presidente degli Stati Uniti è la seconda carica del governo: in caso di morte, dimissioni, destituzione o temporaneo impedimento del Presidente in carica, il Vice Presidente gli succede.
Sarà vita dura per i conigli.
Fonte Corriere.it
DONNE IN POLITICA 2/3
Gelmini Mariastella, Ministro dellIstruzione, dell'Università e della Ricerca.
Nata a LENO (BRESCIA) il 1° luglio 1973
Laurea in giurisprudenza; Avvocato
11 settembre 2008
Roma. Dal gruppetto di professori precari partono dei fischi e qualche invettiva: «vergogna», diretti alla Gelmini. Arrivano alcuni poliziotti in borghese. Prima li invitano a desistere. Poi li identificano.
Il Ministro ribadisce l'urgenza di riforme nell'organizzazione delle scuole elementari e annuncia altre novità: "Cambierò la scuola media. C'è un deficit di formazione. Servono più italiano, più matematica, più inglese. Ho insediato una commissione che studia la riforma. Voglio farla presto".
D'accordo, Ministro, faccia come crede... senza però che le Forze dell'Ordine arrivino nelle case degli Italiani, di notte, a chiedere spiegazioni. D'accordo?
Fonte Corriere.it
DONNE IN POLITICA 1/3
Mara Garfagna, ministro per le Pari Opportunità (alla data dell' 11 settemrbe 2008 il ministro non risulta nell'anagrafica di Parlamento.it ed è lei quella nella foto a sinistra, sempre che non venga censurata).
"Come donna impegnata in politica e nelle istituzioni, la prostituzione mi fa rabbrividire - ha aggiunto il ministro -Mi fa orrore, non comprendo chi vende il proprio corpo. Ma mi rendo conto che è fenomeno che esiste e che purtroppo non può essere debellato, come la droga".
Un po' stupita un po' sarcastica la reazione di Carla Corso, una delle fondatrici del Comitato dei diritti delle prostitute, alle affermazioni del ministro Carfagna che ha detto di provare «orrore per chi vende il proprio corpo». Eppure - afferma Corso - "la signora ha usato il suo corpo per arrivare dove è arrivata, facendo calendari. Basta aprire internet per vedere le sue grazie".
Carla, ascolta, entra nel Popolo delle Libertà e probabilmente, essendoci le Pari opportunità istituzionalizzate, ti faranno ministro.
Speriamo dell'Interno ;-)
L'immagine della signora è censurata da Dada, probabilmente offende il pudore della Community. Ora, prima no. Il ministro formato calendario è visibile qui.
Fonte Corriere.it
ITALIANE IN VACANZA
Le donne italiane, le donne più belle al mondo, stanno ormai perdendo smalto e appeal. Come mai?
Non capisco. Colpa della crisi economica?
Questa estate ho girato qualche albergo sia in Italia che all'estero - non alberghetti a due stelle s'intende - e le italiane non reggono più il confronto con le straniere, (non parlo delle francesi o americane o spagnole), ma nemmeno con le europee dell'est, di fresco conio.
Le italiane d'estate sono tutte occhialoni in testa (molti falsi, s'intende, basta che siano enormi) capelli sostenuti da mollettone (se va bene), niente trucco, niente parrucchiere, infradito ma non sempre Havaianas, spesso sandali (terribili), atteggiamento da "sfiancate dai figli".
Donne da sposare e avere al fianco per sempre...
Difficilmente cambiano vestito la sera a cena in albergo, vestono un casual povero "Perchè se rubano la valigia perdo poca roba", tanto jeans, canotte improbabili.
La cosa tragica è che molte mamme continuano ad ostentare un look ed atteggiamenti da "ragazze" convinte di essere belle in sè.
Le nuove europee sono diverse, più motivate, più eleganti, più femminili.
Attenzione, signore, a non vivere di ricordi e memorabilia.
L'attenzione si sposta facilmente, di questi tempi, e al seguito i mariti.
UOMINI E MATRIMONIO
Il post precedente è funzionale a questo per spiegare alcune cose. Agli uomini, diciamolo, la semplice parola "matrimonio" li disorienta totalmente, e li proietta all'istante in un vortice di paure, pregiudizi, domande senza risposta.
Di fronte all'idea di salire sull'altare, la maggior parte degli uomini preferisce (preferirebbe) darsela a gambe.
Ricordo ancora le mie contrazioni alla pancia - le uniche che ricordi in vita assieme alla prima volta sulla Montagne Russe - nell'attesa della sposa in chiesa.
L'uomo potrebbe temporeggiare all'infinito, nella speranza che l'eventuale compagna si stanchi e si rassegni allo status quo, o accetti la teoria della convivenza.
Sia ben chiara una cosa: qui i sentimenti non c'entrano. Non si tratta di "quanto" amore un uomo nutra per la sua donna.
Il punto è che, anche per un uomo molto innamorato pronunciare il fatidico sì corrisponde a una specie di salto nel vuoto.
Per le donne è diverso.
Esse sentono molto la promozione sociale nell'essere "moglie" rispetto a "fidanzata", e quindi il matrimonio è un "passaggio obbligato", anche se poi troveranno la salita ancora più ardua, graduata (dalle stesse altre donne) tra l'essere semplicemente "moglie" o "moglie mamma con un figlio" o "moglie mamma con più figli"... siete molto gerarchiche, lo sapevate vero?
Ognuno ha poi avuto la sua storia matrimoniale. Se le cose funzionano male che accade? Mugugni, rancori, astinenza sessuale prolungata: vi ricordate che per mesi avete dormito di fianco, nel bordo estremo del letto, nella speranza di non esser toccate da un marito insopportabile?.
Alla fine il matrimonio lo chiuderà proprio chi l'ha voluto di più, cioè la donna.
Perchè l'uomo, con quello che gli è costato il primo bungge jump, preferirà starsene fuori casa il più possibile (per lavoro, per l'amante, per 100 altre cose) recuperando quella condizione di "vivere all'aperto" che gli appartiene.
Se poi accadono situazioni dove la coppia si separa di fatto e/o legamente, ma convive sotto lo stesso tetto per motivi economici o per figli, e la donna stoicamente continua a lavare, stirare e cucinare ordinariamente... non brontolate, new singles ;-)
LE 10 COSE ...
Le dieci cose che gli uomini più temono del matrimonio:
1) La fatidica frase "per tutta la vita" (evoca il suono metallico di una serratura che si chiude: quella della cella!)
2) Dire addio all'idea di flirtare con (tutte) le altre donne.
3) Il complesso del "Che succede se..." (esempio: "Che succede se mi innamoro di un'altra donna?")
4) Il divorzio (significherebbe ammettere di essersi sbagliati)
5) Rivivere il fallimento matrimoniale dei propri genitori
6) Abbandonare il proprio posto di "Presidente nell'industria del Divertimento" per sottostare a una schiera di direttori "nell'industria del Compromesso", dove verrà vagliata attentamente ogni tua decisione.
7) Diventare un membro attivo della Confraternita dei Mariti Domati
8) Una vita piatta (noia, impegni familiari, routine)
9) Rinunciare al silenzio, al controllo delle situazioni, alla privacy, ai tuoi programmi preferiti, alle serate "brave" con gli amici, al fumo, alle sneakers sudicie...
10) Rinunciare al brivido del sesso last-minute (ma a lunga durata) per lasciare il posto a un regolare "Tu fai questo, io faccio quello e ora dormiamo".
Dal libro dello scrittore americano James Douglas Barron, autore di "She wants a ring, and I don't wanna chance a thing".
NUOVE VERGINITA'
L'altro giorno, un caro amico, mi telefona per descrivermi un interessante incontro galante avvenuto la sera prima.
"Bellissima donna - mi dice entusiasta - separata da poco, elegante ed attraente, tacco da 12 con vestito giusto, insomma perfetta!"
Aggiunge: "Pensa, mi ha confidato che nella sua vita ha avuto solo due amori importanti, di questi uno è stato suo marito, con il quale, prima di sposarsi, è stata lungamente fidanzata".
Bingo! Ecco una nuova monogama restituita alla vita sessuale extra coniugale!
Non se ne può più! Questa storiella, sentita direttamente o indirettamente diverse volte, è ora che diventi ancora più pubblica in modo che finisca nel cestino.
Trovo irritante questo voler riproporsi a tutti costi, magari a 45/50 anni e con un figlio, come una candida a trepidante vergine in attesa del nuovo cavaliere. E siccome le parole non bastano alla prova del 9, leggete un pò (se vi interessa) quello che fa la chirurgia estetica: http://magazine.libero.it/generali/generali/ne4678.phtml.
Posso darvi un consiglio, lettrici donne? Siate voi stesse.
Nessuno vi chiederà il vostro passato, almeno quelli come me, per cui evitate patetici raccontini, gli stessi che già facevano le furbe veline qualche anno fa nel colto salotto di Maurizio Costanzo.
O avete proprio proprio tutte studiato da interne in un collegio di suore?
E le compagne dove sono finite? E quelle che ai festini, a 16 anni, si baciavano ogni volta un paio di ragazzetti?
DOVE SEI?

Odio le domande e le persone che vivono di domande. E' comprensibile che un'interazione umana passi anche attraverso il "chiedere per acquisire informazioni", ma io sono disgraziatamente circondato da molte, tante persone che comunicano chiedendo, dimenticando l'esistenza di quella che si definisce "rielaborazione personale dei contenuti".
Come se non bastasse, pare che le telefonate al mobile si aprano ormai con una sola domanda: "Dove sei?" Non: "Ciao!" o "Ti disturbo?" o "Puoi parlare?" bensì "DOVE SEI?"
Allora carino/carina che non ti fai gli affari tuoi, a te, con l'intelligenza al massimo pari alla batteria scarica del tuo cellulare uso rispondere: "Sto facendo la cacca"... e dall'altra parte "Sul serio?"... oppure: "Sono dentro la sauna"... e dall'altra parte "Ma c'è segnale?" Si, carino/carina, portati il cell in sauna e vedrai.
Sono arrivati perfino a chiedermi dov'ero chiamandomi ad un numero di rete fissa.
"In autostrada" ho risposto... e la batteria scarica di turno, di rimando tutt'altro che spiritoso: "Ma... con il cordless?".
Poveri figli di un Dio minore, poveri, sfortunati, figli, del "Chiedere è lecito, rispondere è cortesia", compratevi un bel libro delle risposte (lo trovate in tutte le librerie) e placate così la vostra sete di sapere. Non chiedetemi però quanto costa, non lo so ;-)
EPICURO, LE PROVE DELLA VITA E QUANT'ALTRO...

Secondo Epicuro la felicità è possibile solo se si assume come fine ultimo il piacere.
Quando diciamo che il fine è il piacere non intendiamo i piaceri dei dissoluti e dei gaudenti, ma il non soffrire quanto al corpo e il non essere turbati quanto all’anima.
Il piacere diventa una soppressione del dolore che si ottiene soddisfacendo gli stimoli necessari, ed eliminando gli stimoli che per loro natura non possono essere soddisfatti e, quindi, provocano delusione e dolore.
In altre parole l’epicureismo insegna la scienza dell’autodominarsi, che egli chiama calcolo dei piaceri.
Bene, supponiamo d'esser stati degli epicurei per anni, ma, nonostante questa pratica attenta, la vita decide unilateralmente, e ci riesce eccome, di metterti alla prova.
Sembra sia una condanna per la nostra specie imperfetta.
Come ha osservato un biologo, "L'uomo è un animale del cattivo tempo", cioè prospera e progredisce attraverso prove ed afflizioni.
Il termine biblico tradotto con "purezza" è legato all'essere messi alla prova, raffinati con il fuoco.
Tendiamo a pensare alla purezza come a qualcosa di fresco, verginale, intatto: nella Bibbia, invece, si parla di qualcosa di attempato e provato, raffinato, d'esperienza e purgato dalle scorie mediante il fuoco.
Fuoco... ossia dolore, depressione, confusione, contrasti, crisi d'identità, causati da persone spesso molto dentro la nostra sfera emotiva.
Non è possibile evitarlo. Può accadere a tutte le età.
Ma se questo fuoco biblico viene gestito con intelligenza, con pazienza e sopportazione, capacità di rivedersi e rivedere la vita, diventa un'ottima occasione di crescita personale.
Ti consente di rinnovare quegli *strumenti* sinora usati per gestire l'esistenza, di introdurre nuove funzionalità, di comprendere nuovi linguaggi. E si può, tutto sommato, tornare ad essere epicurei ma consapevoli.
Che ne pensate? Avete già dato? ;-)
MOLTE VITE, UN SOLO AMORE
A ciascuno di voi è riservata una persona speciale. A volte ve ne vengono riservate due o tre, anche quattro. Possono appartenere a generazioni diverse.
Per ricongiungersi con voi, viaggiano attraverso gli oceani del tempo e gli spazi siderali. Vengono dall'altrove, dal cielo. Possono assumere diverse sembianze, ma il vostro cuore le riconosce. Il vostro cuore le ha già accolte come parte di sè in altri luoghi e tempi, sotto il plenilunio dei deserti d'Egitto o nelle antiche pianure della Mongolia. Avete cavalcato insieme negli esercici di condottieri dimenticati dalla storia, avete vissuto insieme nelle grotte ricoperte di sabbia dei nostri antenati. Tra voi c'è un legame che attraversa i tempi dei tempi: non sarete mai soli.
L'intelletto può intromettersi e dire "Io non so chi tu sia". Ma il cuore sa.
Lui ti prende la mano per la prima volta e la memoria di questo tocco trascende il tempo, e fa sussultare ogni atomo del tuo essere. Lei ti guarda negli occhi, e tu vedi l'anima gemella che ti ha accompagnato attraverso i secoli. Ti senti rivoltare le viscere. Hai la pelle d'oca. Tutto al di fuori di questo momento perde importanza.
Lui può anche non riconoscerti, anche se finalmente l'hai incontrato di nuovo, anche se in effetti lo conosci. Ma tu puoi sentire il legame che esiste tra voi. Puoi vedere la carica potenziale, il futuro. Lui forse no. Le sue paure, il suo bagaglio intellettuale, i suoi problemi gli creano come un velo sul cuore. Ed egli non lascia che tu l'aiuti a dissipare quel velo. Tu t'affliggi e ti struggi, lui se ne va. Il destino può essere così delicato.
Quando invece due persone si riconoscono reciprocamente, non c'è vulcano che erompa con maggiore passione. L'energia liberata è enorme.
Il riconoscimento dell'anima gemella può essere immediato. Si avverte un'improvvisa sensazione di familiarità, di conoscere già questa persona appena incontrata, ben oltre i limiti cui arriva la mente consapevole. Di conoscerla così profondamente come di solito accade con i più intimi membri della famiglia. O anche di più. E di sapere già cosa dire, e come l'altro reagirà. Nasce quindi un senso di sicurezza, e una fiducia ben più grande di quella che si potrebbe pensare di raggiungere in un solo giorno, in una settimana, in un mese.
Il riconoscimento dell'anima può essere un processo sottile e lento. All'inizio, magari solo un albore di consapevolezza nel momento in cui il velo viene delicatamente sollevato. Non tutti sono pronti ad accogliere subito la rivelazione. C'è una progressione da rispettare, e può darsi che si renda necessaria, da parte di chi lo comprende per primo, una certa pazienza.
A farti capire che ti trovi di fronte ad un tuo compagno d'anima può essere uno sguardo, un sogno, un ricordo, un sentimento. E tale risveglio può avvenire anche attraverso il tocco delle mani di lui, o il bacio delle labbra di lei, e la tua anima balza di nuovo alla vita.
Il tocco che desta può essere quello del tuo bambino, di un tuo genitore, di un fratello, o quello di un amico vero. Oppure può essere quello del tuo diletto, che arriva a te attraverso i secoli, per baciarti ancora una volta, e per ricordarti che siete sempre insieme, fino alla fine dei tempi.
(Briann Weiss "Molte vite, un solo amore - l'eterno incontro delle anime gemelle". Il Dr. Weiss è uno psichiatra statunitense, che pratica la terapia della regressione e la psicoterapia spirituale).
BARBIE IN SCADENZA
Questa definzione, coniata da una donna nei confronti di altre donne, mi ha fatto ridere per un bel pò e riflettere sul fenomeno.
A ben guardare il mondo occidentale è pieno di Barbie in scadenza in cerca di giovani Ken, i quali sembra (sembra proprio) guardino con rinnovata attenzione le odierne stupende 50enni.
Una bella pari opportunità per il mondo femminile.
IL PARADOSSO DELL' ECCELLENZA
Meglio svolgete il vostro lavoro, più la vostra performance diventa invisibile.Nella realtà veneta, in particolare del nord est, per larghi strati di popolazione attiva indifferentemente nel pubblico o privato non esistono modelli codificati di efficienza produttiva, bensì un bisogno culturale di “Essere sempre e comunque affacendati”, anche nel tempo libero, s'intende.
Questo iperattivismo non è per niente sinonimo di qualità, progettualità o programmazione.
Quello che trovo inconcepibile è che di geometri ce ne sono fin troppi, di artigiani anche, con l’arrivo di maestranze extracomunitarie perfino di piastrellisti… e questo, from my p.o.v., non è niente altro che un modo poco professionale di collocarsi nel mercato del lavoro.
Perché se non c’è tempo significa che c’è molto lavoro, quindi servirebbe assumere ed espandersi, e abbandonare la condizione del factotum per aprire occasioni di sviluppo.
Perché impiegare poco tempo significa che da una parte “Si ha poco lavoro” (non che si è abili), e che il lavoro è talmente facile da eseguire che deve necessariamente costare o valere poco (non che si è competenti).
L'ARCIPELAGO EMOTIVO
Tra i possibili modelli di vita (Quanti sono poi in realtà? Qualcuno lo sa?) ho attribuito a quello che sto per descrivere un'efficienza pratica superiore, verificata ahimè per molto tempo.
Si vive separando la propria vita lavorativa, sociale ed affettiva in aree (isole) comunicanti il minimo necessario o, meglio ancora, non comunicanti per nulla.
In ogni isola (situazione) la gestione delle eccezioni tende a zero, si può massimizzare il proprio agire ed essere, si evitano verifiche moralmente scomode, si è centrati sul sè e sui propri egoismi. Massima efficienza.
Per molte persone questo è uno stile di vita obbligatorio, basti pensare alla condizione di separati con figli, presenza di ex partner rompicoglioni, un nuovo partner a sua volta con figli, in contesti lavorativi diversi e lontani.
Se non si vuole subito unire le proprie vite, giocoforza di dovrà vivere a giorni programmati nell'isola "Papi con figlio", nell'isola "Papi con ex mami e figlio", nell'isola "Papi con nuova compagna (finalmente)" nell'isola "Vacanze solo con figlio", nell'isola "Weekend d'amore rubato ai figli d'entrambi e degli ex" e via così.
Estensivamente si possono separare gli amici a seconda delle appartenenze, la fidanzata con l'amante e l'altra amante, la vita diurna dalla vita notturna...
Ci sono però delle controindicazioni: sembra retorica ma noi siamo individui, cioè viviamo per e della nostra unicità.
Per quanto abili e creativi nel gestire situazioni plurime, corriamo il rischio di non capire e saper più organizzare il nostro dominio emotivo per soggettivarsi e riconoscersi.
Inoltre, se viene improvvisamente a mancare una parte di questo arcipelago emotivo, ed in questa isola, inconsapevolmente, avevamo posato il baricentro del nostro equilibrio, tutto il sistema andrà in crisi.
Ciascun micromondo acquistava un senso in quanto complemento di qualcos'altro, ma da solo è insufficiente a soddisfare l'io e mancano le sinapsi per la trasmissione degli stimoli e la rielaborazione del lutto e del dolore.
Bisognerà ricostruire una serie di nuove situazioni che prima avevamo escluso, classificandole improduttive o poco significanti nella presunzione di possedere il mondo, e ripartire da lì... Non è facile, credetemi, ma è una bella sfida.
Se ciò vi dovesse disgraziatamente accadere, come è accaduto a me, non perdete questa grande occasione di cambiamento. Non suggerisco di lasciare il mare e andare a vivere in montagna, magari in una bella grotta, come dichiaratamente aspira Reinhold Messner, però... ci si pensa ;-)
IL PENNELLATO

Tempo addietro, giocando a narciso con qualche donna intelligente disposta a non darmi a priori del deficiente, ho chiesto se fosse il caso a 50 anni, pur essendo ancora in buona forma fisica, di pensare ad una risistematina di colore, lì, nelle rimanenze.
Risate, molti "Ma daiiii", insomma sono risultato per 5 minuti molto divertente. Consiglio univoco: assolutamente no, l'uomo con un pò di grigio nei capelli può esser seducente, la seduzione adulta e matura, ecc.
Benissimo, volevo sentirmi dire proprio questo.
E... una tiratina in volto? Senza diventare come le statue di cera di Madame Tussaud's, ed in particolare come uno dei Pooh. Anche in questo caso, parere negativo. Mi hanno detto che non è mio lavoro cantare "Piccola Katty, la notte è finita..." Perfetto.
Signore, a questo punto, siate coerenti.
Non ditemi che voterete un candidato premier pennellato e reimpiantato, ottimamente rapportato con il botulino e le lampade UVA.
A meno che, nella finanziaria, non detassi completamente gli interventi estetici, al che la tentazione sarebbe forte, non è vero? Mhmmm...
SALA D'ASPETTO
Mi sono seduto dalla parte del torto perché dalla parte della ragione i posti erano tutti occupati. Sto ancora aspettando che qualcuno si alzi.
IL FRUTTO PROIBITO DI YAOJI
Se qualcuno che mi legge è appassionato di Tolkien, ama racconti con principesse, cavalieri erranti, padroni del male, streghe buone e cattive, e crede che qualcosa di analogo possa accadere ora, nel 21° secolo, ebbene, io gli dico, senza avere la presunzione d'essere Aragorn o Gandalf il Bianco, d'aver incontrato ed amato una strega.
Strega, secondo il dizionario della Lingua Italiana Sabatini Coletti, significa "Donna che, secondo una superstizione popolare iniziata nel Medioevo, sarebbe dotata di poteri malefici derivanti dai suoi rapporti con il demonio" oppure, con valore spregiativo "donna perfida e maligna"; ma, per antifrasi, ed è il caso mio, la strega che ho incontrato è stata una donna estremamente affascinante e seducente.
Il dizionario di stregoneria rincara in qualche modo la dose affermando che "Una strega non è cattiva, ma se utilizza i suoi poteri a fini malvagi se ne pentirà per sempre". Però, chissà se lo sa...
Una donna fuori dal comune: si ama o si odia.
Seduce molte donne, ed ha amiche che la adorano al punto da sembrare una claque plaudente, cosa straordinaria per l'universo femminile, le quali giustificano ogni suo respiro, cazzata o cattiveria perchè "Fatta comunque per amore".
Vabbè, degli uomini è inutile parlare, si sa dove si incanala il flusso sanguigno.
Questa creatura, che chiameremo Yaoji, è un caleidoscopio di personalità, sentimenti, azioni, energie tutte diverse e tutte contraddittorie.
Averla totalmente è un'impresa impossibile per i tanti pretendenti perchè sarà solo lei a decidere a chi aprire il cuore, spogliandosi per il prescelto della spessa corazza che riveste il suo mondo interiore, e, prendendolo delicatamente per la nuca, attrarlo verso il frutto proibito.
La metafora può essere sessualmente allusiva, ma non è questo il senso.
Il frutto proibito è una dimensione emotiva straordinaria, anche per un esperto cavaliere che ha molto viaggiato.
Ma, agli umani, la felicità eterna non è concessa, perchè siamo condannati a sbagliare.
E la strega ti guarderà sbagliare, ti sorriderà come fa la mamma con il figlio, si lamenterà a bassa voce, ma poco altro; e tu, umano, bisognoso di urla per capire, continuerai a cibarti di un frutto del quale, inconsapevolmente, pagherai poi un conto spropositato.
Alla fine, in silenzio, deciderà che è tutto finito. Un muro di ghiaccio sorgerà davanti al frutto proibito.
Tu potrai urlare, piangere, disperarti, promettere, blandire: come nelle storie, sarai condannato all'odio eterno.
Lei andrà dalla psicologa, donna ovviamente, che le dirà d'imparare a gestire il suo smisurato amore per gli uomini, i quali non sono altro che bambini bisognosi.
I maschi che l'hanno realmente conosciuta ed amata, nelle varie fasi e ruoli della sua vita, impareranno invece a soffrire odiandola, finchè il tempo farà il suo corso, finchè le energie non si esauriranno, finchè il maleficio non finirà.
Se il prossimo prescelto vuole qualche istruzione per l'uso, mi contatti. Spiegherò volentieri quello che ho imparato. Chiamiamola solidarietà.
IT'S TIME TO SAY GOODBYE
La gente ama, convive e lascia dalle origini del mondo, ma nella società odierna lasciare per cambiare è diventato un evento sempre più frequente e normale.
Si cambia partner perché la vita a due è centrata su rapporti che "Ci facciano stare bene".
La scelta romantica è di per sé un approccio molto gradevole, ma alla fine è la qualità del vivere individuale che governerà le scelte di vita.
Lasciare il partner, proprio perché ci stiamo “professionalizzando” in tal senso, deve diventare un momento della vita da gestire con la massima sensibilità, attenzione ed onestà, se non altro per rispetto della persona lasciata.
La quale, non dimentichiamo, era fino a poco tempo prima "L’eletta/o".
Qualche consiglio gratuito
Usate l'abbandono anche in maniera funzionale, per dare uno scossone ad un partner pigro e distratto, e tenete una scorta di sentimento e buoni propositi.
Come è capitato a Paolo, avrebbe fatto di tutto per tornare indietro, ma non gli è stata data la possibilità. Non c'era nulla messo da parte.
Se decidete di lasciare, per onestà lasciate e basta.
Non maturate il distacco lentamente, magari in un arco di 3 o 4 mesi, vivendo il "vostro" abbandono all'insaputa dell'altro pur continuando a frequentarlo.
Quando tutto terminerà voi sarete vigliaccamente pronti, per l'altro inizierà la sofferenza.
A maggior ragione, non trovatevi un partner prima per poter poi giustificare l’abbandono (sic!)
Accertatevi che il vostro compagno/a non sia un "separato a rischio".
Magari non è facile capirlo prima, ma questo vi eviterà una valanga d'odio e di seccature.
Non illudete. Parlate sempre con grande onestà.
Non giocate a nessun gioco psicologico solo per tenere il partner legato anche se non vi interessa più, dato che l'avete lasciato. E' sciocco e meschino.
"La fine di un amore di solito mette in moto un'appassionata e dolorosa ricerca del "colpevole" che, diversamente a quanto accade nei gialli, non porta alla scoperta di un'unica verità, ed è la parte più intrigante e potenzialmente creativa dell'intera vicenda".
Donata Francescato - "Quando l'amore finisce" Ed. Il Mulino.
Vi segnalerò un blog che parla di questo.
C'E' UNA NOVITA' NELL'ARIA...
Leggendo qualcosa di sociologia, anche a letto prima di dormire quindi senza particolare impegno, si può scoprire che ogni società occidentale democratica, Danimarca e Svezia compresa, ha una percentuale di devianza sociale pari al 3/4 per cento.
Sotto non si scende, è "umano, fisiologico" ed è il corredo irrinunciabile di quel mondo imperfetto nel quale viviamo. Sono quelli che in passato, ora, e in futuro combinano e combineranno casini, non c'è un cazzo da fare. Preti, assistenti sociali, mamme, comunità potranno attenuare ed edulcorare, ma sono lì, hanno il diritto di vivere la loro vita complicata.
I media hanno bisogno dei devianti: provate ad immaginare un telegiornale "non" costruito intorno a loro: non esiste. Forse non ci farebbe neanche digerire... Ma il quarto potere, sostenendo un disegno politico evidente, sta instillando da tempo nelle menti la certezza che viviamo in una società insicura e pericolosa per mille motivi: droga, extracomunitari, automobilisti, e quindi sono necessarie pene più severe.
Provate a scrivere in Google.it " Pene severe": ecco alcuni risultati:
Con pene più severe e arresto obbligatorio per chi causa incidenti in stato di ubriachezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. ...
Pene più severe e sanzioni penali. Obiettivo: colpire gli schiamazzi Progetto castellanze sicure, un passo avanti per tutelare le periferie. ...
Film piratati, arrivano pene più severe. Nessuno sconto ai «ladri domestici» di lungometraggi: saranno perseguiti anche i giovanissimi. Le altre novità ...
Shoah: pene più severe contro antisemitismo Approvato all'unanimità il ddl Mastella 26 gennaio 2007. Il ddl Mastella sul negazionismo è stato approvato ...
Pene più severe e confisca dei beni per i falsi dentisti. "Solo in questo modo può essere creato un deterrente serio e tutelato il cittadino-paziente".
Bossi: pene più severe per chi specula sui risparmiatori.
Milano - Moratti propone pene più severe contro stupri, truffe e graffiti.
Le pene più severe stanno arrivando, sempre più severe, severissime, e non è la vecchietta spaventata che le chiede e basta, ma legiferate da governi sia di destra che di sinistra. Vi rendete conto che tarare la pena sul 4% di devianza significa rovinare la "rimanenza" di gente onesta che incappa una volta nella vita nella pena severissima?
Se vi beccano, basta una volta, con un bicchiere di vino in più in corpo fuori del ristorante dove avete festeggiato il battesimo di vostro figlio, vi mangiate la condizionale. Per non parlare del resto.
Quando si invoca severità l'idiota/italiano/medio pensa che la cosa non riguardi sè, ma gli altri cattivi. Non è vero. La pena severissima rovinerà la gente onesta. Questo mix formidabile di repressione invocata e forze politiche che usano l'intolleranza come vessillo elettorale ci porterà semplicemente verso una dittatura. Come è in America. Come è in Russia.
Radicali , non giocate con il PD, datevi da fare.
POKEMON DAY
Mirabilandia, 35 gradi all'ombra, auto nere che attendono surriscaldate nel parcheggio, cappellini, occhiali sopra i cappellini, occhiali a specchio taglio sportivo, canotte, t-shirt, bermuda, infradito, sandali, borse a tracolla, zaini, acqua, tanta acqua minerale, bottigliette di plastica, braccialetti di carta del giorno dopo, panini AIA e MCDonald. Dove sono le tessere, dove si tengono i tornei, manca il modulo, Nintendo DS, Game Boy Advance SP, Pokemon Rosso Fuoco, Verde Foglia, scambi, figurine, album, rare e ultra rare, rari e ultra rari, Pidgeon, wireless, cavi, ce l'ho, il mio è sprotetto. Madri isteriche, padri arrabbiati, padri rassegnati, madri annoiate, padri coinvolti, mamme accaldate, nonne con il ventaglio, trecento euro viaggio-albergo-ingresso per cinque minuti di torneo, eccome mio figlio lo fa, ma scherziamo! Cappellini, occhiali, bandane, ciabatte, gelati... L'italia del consumo familiare è anche questa, nella furba e grassa Romagna.
Lidia Brisca Menapace
E' una cara signora di 83 anni, ex insegnante, la quale nell'attuale legislatura ha i seguenti incarichi per il Gruppo Rifondazione Comunista - Sinistra Europea:
4ª Commissione permanente (Difesa)
Commissione di inchiesta sull' uranio impoverito
L'altra sera, intervistata dal TG2 , sfoggiando una graziosa coppoletta in velluto a coste, ha ribadito la sua idea che: "La pattuglia Acrobatica nazionale, le mitiche Frecce Tricolori, che senso hanno? A che serve mantenere una pattuglia per fare acrobazie? Meglio spendere i soldi diversamente e tutelare, ad esempio, il vino Tocai".
Cara signora, capisco che essendo nata sotto il segno dell'Ariete non è certo l'impulso che le manca, ma la pattuglia acrobatica, la prego, non la tocchi.
Facciamo cambio: lei non tocca la pattuglia e io le porterò dell'ottimo merlot (oltre al tocai). Insieme, bianco e rosso portame casa, proveremo le acrobazie che questi generosi vini ci possono regalare, e poi, sono sicuro, sarà più benevola con la PAN.
Scrivetegli : http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Attsen/00022719.htm
Il trappolone Infostrada
State attenti al trappolone. Peccato che usino Fiorello per mettertela in quel posto. Funziona così: si aderisce all'offerta NOlimits con la quale si ha internet e telefonia fissa senza canone Telecom a € 39.99 al mese.
Voi pensate di pagare questo? Erratissimo. Dopo sei mesi sono "In attesa che si liberino le risorse" per traslocare operatore telefonico. Cosa significa questo lo sanno solo loro, non lo vogliono spiegare, e ti fanno sentire anche un pò in colpa... In attesa che si liberino le risorse... serve mandare un operaio? No. Serve denaro per pagare il mio ex Canone Telecom? Ni. Telecom non stacca il collegamento dell'ultimo miglio? Ni.
Nel frattempo io pago sia il Canone Telecom che l'offerta Nolimits, e non sto risparmiando un cazzo. Una telefonista del 155, dalla cadenza linguistica originaria di Ceprano, mi ha ribadito che: "Deve pazientare ancora, non si sa quanto ma, trascorso un anno dalla mancata attivazione, sappia che potrà disdire il contratto".
Vi rendete conto? Fuggo dai caimani della Telecom e i benefattori di Infostrada, dopo avermi fatto pagare per un anno un'offerta promessa e non mantenuta, mi dicono che posso rescindere. O mandare un fax al n. 800915844. Fanculo: peggio del Cartello di Medellin. Almeno lì la vita costa meno e anche il divertimento.
Nuvole nella mente
Nuvole nella Mente è una matura signora che ha superato da un pezzo i 50 anni. Lavora, diciamo così, in un contesto dove si assume volontariamente, per dare un pò di senso alla sua vita, qualche compito un pò più responsabile.
Nuvole nella Mente usa spesso espressioni del tipo: "Non mi ero accorta", "Mi sembrava", "Ho scritto delle cose ma ho perso il foglio", "Non lo so, fai tu che sei bravo" attinenti uno stato di vigilanza malfermo e una presenza "sul pezzo" alquanto vaga.
Come rispondereste voi? Semplicemente:"Dimmi che ti aiuto, dimmi che faccio, dimmi qualcosa".
Ma Nuvole nella Mente non sa, aspetta, dice: "Fai tu".
Poi, una volta visto quello che è stato fatto, Nuvole nella Mente si risveglia e scopre che manca questo, manca quello, lei non aveva detto così ma colà, nessuno ha chiesto il suo parere, in fin dei conti lei lavora anche troppo per tutti. Per di più non vuole sentirsi criticata, non vuole sentirsi rimproverata e tu, nel chiedere con troppa insistenza, gli hai fatto capire che è un pò "Così Così".
La conclusione di questa novella è la seguente: una così, il sistema Italia, se la deve tenere sul gobbo, pagandola bene perchè "ha esperienza" fino a 63/65 anni? Ma dai!
Pensionamola, credetemi, e prendiamo al posto suo due venticinquenni, con il cervello al posto giusto e le nuvole fuori dell'ufficio, s'intende.
Ps: se anche voi lavorate con un'altra "Nuvole nella mente" segnalatelo; formeremo un partito.
Fausto, sei grande
Non voto Rifondazione, anche se non ci sarebbe nulla di male, ma... ho ascoltato recentemente Fausto Bertinotti da Giuliano Ferrara, sulla 7, a "8 e mezzo" e da Fabio Fazio, su Rai3, a Chetempochefa.
E' una delle menti più brillanti, più colte, più preparate in cultura politica che abbiamo nel triste teatrino italiano.
Lo so che è necessaria una laurea per capirlo a fondo, ma io ce l'ho e quindi è per me uno spettacolo ascoltare le fini allusioni, i pensieri profondi, la sistematicità del suo argomentare.
Sarei disposto anche a spendere qualcosa con una scheda Mediaset Premium per sentirlo più spesso. Berlusconi pensaci... porta Fausto sul Digitale Terrestre!
Chi invece dovrebbe parlare solo su Rete4, intercalando i propri stentati pensieri con la pubblicità di prosciutti, pentole, materassi e carta igienica sono i soliti Bondi, Schifani, Castelli, o il dentista Calderoli che potrebbe fare brand con Mentadent o qualche adesivo per dentiere.
Oratori che parlano per il popolo e, proprio per questo, perchè sono il popolo, non ti inibiscono la possibilità di ruotare il peso del corpo, da seduti, su metà chiappa liberando un pò di spazio per sfiatare l'intestino. Ecco, per questi non pagherei 3 euro sul digitale terrestre: accetto, nell'ascoltarli, di guardare la pubblicità della carta igienica.
Non stona mica.
30 cose da mettere in chiaro con lei
1. Ormai sei cresciuta, devi imparare a maneggiare la tavoletta del gabinetto. Se è sollevata, abbassala. A me serve su, a te serve giù. Quando mai hai sentito un maschio lamentarsi perchè voi signore la lasciate abbassata?
2. Non considero compleanni, sanvalentini e anniversari come occasioni per verificare se posso trovare l’ennesimo regalo perfetto.
3. A volte non penso a te. Fattene una ragione.
4. Domenica = Sport. E’ come per la luna piena o il cambiamento delle stagioni. E’ nell’ordine naturale delle cose.
5. Non tagliare i capelli. Mai. I capelli lunghi sono sempre più attraenti dei capelli corti. Uno dei principali motivi per cui i maschi temono il matrimonio è che le donne sposate finiscono per tagliarsi i capelli, dopodichè tocca tenersele così.
6. Se vuoi qualcosa, dillo. I sotterfugi non funzionano. Le allusioni non funzionano. I sottintesi nemmeno. Semplicemente, dillo e basta.
7. Non ricordo le ricorrenze. Punto.
8. La maggior parte dei maschi possiede al più tre/quattro paia di scarpe. Cosa ti fa pensare che potrei essere di qualsiasi utilità nell’aiutarti a scegliere, fra una trentina di modelli, il paio che starebbe meglio con il tuo vestito?
9. Sì e No sono risposte perfettamente accettabili per praticamente qualsiasi domanda.
10. Parlami di un problema solo se vuoi che ti aiuti a risolverlo. E’ così che facciamo noi uomini. Per la commiserazione hai le tue amiche.
11. Un mal di testa che dura da 3 settimane è un problema. Fatti vedere da un medico.
12. Qualsiasi cosa io abbia detto 6 mesi fa non può essere tirata in ballo. Di fatto, qualunque osservazione decade dopo una settimana al massimo.
13. Se non sei Angelina Jolie non puoi chiedermi di essere Brad Pitt.
14. Se pensi di essere grassa, probabilmente lo sei. Non chiedermelo, ho già dovuto mentirti in passato.
15. Se dico qualcosa che può essere interpretata in due modi diversi, ed uno dei due ti fa incazzare, intendevo sicuramente l’altro.
16. Lascia che le dia un’occhiatina. Tanto la guarderei lo stesso, è una questione genetica.
17. Puoi chiedermi di fare una cosa o dirmi come preferiresti che fosse fatta, ma non le due cose insieme. Se hai già in mente il modo migliore per farla, occupatene da sola.
18. Nei limiti del possibile, se hai qualcosa da dire, dilla durante la pubblicità.
19. Cristoforo Colombo non ebbe bisogno di indicazioni. Neppure io.
20. Il nostro rapporto non tornerà ad essere com’era nei primi due mesi che si usciva insieme. Mettiti l’anima in pace. E piantala di mugugnare con le tue amiche.
21. Tutti gli uomini vedono soltano in 16 colori, come le impostazioni predefinite di Windows. Pesca, per esempio, è un frutto, non un colore. Allo stesso modo, zucca è un ortaggio. E non ho idea di cosa diamine sia malva.
22. Se prude, va grattato. E’ così che funziona.
23. Non sono in grado di leggere nel pensiero, nè mai lo sarò. Questa mia incapacità non dimostra affatto che non mi curo dei tuoi sentimenti.
24. Se ti domando cosa c’è che non va e mi rispondi niente, per me significa che va tutto bene. Se anche so che stai mentendo, non mi pare il caso di indagare oltre.
25. Se mi fai una domanda alla quale non vuoi una risposta, la più ovvia conseguenza sarà una risposta che non volevi sentire.
26. Non chiedermi a cosa sto pensando, a meno che tu non sia pronta ad affrontare argomenti come le tette di tua sorella, il carburatore ingolfato della moto o il prezzo della benzina verde.
27. I film Italiani è meglio lasciarli alla Mostra di Venezia, sempre che non siano una rivisitazione di Bruce Lee o qualche bel massacro dove i dialoghi non abbiano granchè importanza.
28. Hai presente lo sguardo che hai davanti ad una borsetta nuova in vetrina? Che male c’è se io guardo così la mia Beck’s in frigo?
29. Grazie per aver letto fin qui. E lo so, stanotte mi toccherà dormire sul divano. Ma sai una cosa? In fondo, è come ai bei vecchi tempi del campeggio.
30. Ti voglio bene.
Liberamente tradotto dall’originale, la #30 è mia.
Via Funny2com Men’s Rules http://funny2.com/mensrules.htm
MA CHE ABBIAMO FATTO NOI... 2
Riferimento:
MA CHE ABBIAMO FATTO NOI... post del 01/08/2006
Cosa si è inventato il nostro vivace sindaco e suoi compagni di merende, da agosto ad adesso, in materia di circolazione stradale?
Vi ricordate? Strada nuova di zecca con limite 20 km/h, lo ritirano, torna tutto a 50 km/h... ma ora, dopo l'ultimo pic nic nei vicini boschi del Montello e grandi discussioni con libagioni, altri cambiamenti. Inizio strada limite 50 km/h: si dà uno sguardo veloce e si assimila l'informazione.
100 m dopo, seminascosto da uno specchio, compare un limite di velocità di 30 km/h.
Non lo si vede, e poi c'è la permanenza informativa precedente.
Da lì, per tutta la via, circa 400 m, continua il limite di 30 km/h perchè non c'è nessun cartello che ne decreta la fine.
Se ti vogliono rubare soldi, qui lo fanno comodamente.
Vedremo nei periodi di chiusura del bilancio comunale, dove manca sempre qualcosa. O lo fanno per la sicurezza stradale? Non capisco.
Chi ha detto che bere in compagnia ottunde invece di aguzzare l'ingegno? Aguzza, aguzza...
AUTOMOBILISTI, echeccazzo!
Con il mio scooter Honda Silver Wing 600 percorro diversi km l'anno, anche su e giù per la penisola, d'estate, divertendomi molto (a parte il piccolo fastidio rappresentato da un ausiliario del Comune di Firenze che mi ha multato, anzi fatto spedire la multa a casa, perchè ho occupato un'assolata mattina d'agosto la corsia riservata agli autobus... poveretto, i test d'ingresso al Mensa gli avevano affaticato la vista).
Molti chilometri li macino però in percorsi urbani, nella mia cittadina veneta.
Che dire... sono automobilista anch'io, ma automobilisti invidiosi come i trevigiani nei confronti dei motociclisti/scooteristi non se ne trovano in nessun'altra parte d'Italia. Ci sono città d'Italia dove vive gente civilissima: Genova, La Spezia, Siena, la stessa Milano, tanto per citarne alcune che mi vengono in mente ( dove ho guidato da scooterista). Meravigliose ragazze e signore su due ruote, casco con buffe orecchie pelose posticce e borsa a tracolla si muovono con grazia e agilità nella città, in massima tranquillità, per nulla messe in difficoltà dalle sardomobili (citazione pubblicitaria anni 70).
Nella Marca dotata di stradine strette e tanti Suv, 150 Kw e limiti di 30 km all'ora, noi passiamo e loro stan fermi... che suggerisce l'invidia automobilistica?
1. Guida al centro della strada, con ruote di sinistra sulla striscia bianca: per passare devi stare molto largo (e attento).
2. Braccio sinistro del guidatore fuori dal finestrino, disteso, a coprire altri 50 cm di spazio.
3. A sequenza semaforo rosso/verde la macchina che ti affianca il 90% dei casi cerca di partire prima del motociclista... fanno garetta, ci pensate !!!
Una volta anche un extracomunitario con una Ford Fiesta da demolizione ha tentato il colpaccio sgommando e, a dire il vero, sorprendendomi un attimo.
4. Se guidano piano lo fanno ondeggiando, sempre verso il centro della strada.
Pericolossimo, non si riesce a prevedere il comportamento: possono fermarsi o girare in qualsiasi momento.
Li supero 5 km in più della loro velocità e vedo come in un film che parlano al cellulare, messaggiano, si confessano con il navigatore, sognano.
A parte certi anziani così rigidi e silenti che sembra si portino da soli al camposanto... Questa tecnica, quella del "sorpasso lento" genera un risveglio immediato e aumenta la soglia di vigilanza a tutte le età.
5. Provare ad insinuarsi in una coda, non quelle al casello autostradale dove rubi il posto e sono d'accordo, ma in una strada urbana normale è cosa difficilissima: non c'è un cm libero tra paraurti e paraurti delle auto.
6. Postate voi, miei lettori su due ruote, la casistica è infinita.
Meditate, automobilisti, perchè poi accadono tanti incidenti stradali. Voi non vi fate un cazzo, noi muoriamo.
Se non siete convinti, chiedete un parere al navigatore Tom Tom del vostra Suv, come fa Marco Ranzani di Cantù.
RINGRAZIAMENTI
Ringrazio Maura, una simpatica e bella ragazza che mi ha inserito tra i suoi link preferiti, collegamenti che restituisco con grande piacere.
Maura ha ben 4, ora 5 blog che vi consiglio di visitare.
Ma pensa un pò, uno scrive per sè e scopre di esser apprezzato.
Il mio ego si dovrà mettere a dieta, a breve.
SANDRO E LA TAUTOLOGIA
Sandro Mazzola era giocatore dell'Inter e della nazionale negli anni 70, tempi nei quali i calciatori indossavano per giocare pantaloncini inguinali anche con 10 gradi sotto zero e se sbagliavano qualcosa durante la partita si allenavano per punizione il lunedì con sacchi di sabbia bagnata sulle spalle.
I calciatori non parlavano in tv, anzi non dovevano proprio parlare anche perchè congiuntivi e condizionali erano bestie nere difficili da domare. L'unico calciatore di quegli anni anni, dotato di talento calcistico e parola, fu Gianni Rivera che divenne onorevole eletto nelle file della Democrazia Cristiana ;-)
Bene, ora, Sandrino, acerrimo avversario di Gianni, è pagato per commentare le partite della nazionale. Nessuno però si è dato la pena, a Saxa Rubra, di spiegargli cos'è la tautologia.
Tautologia, dal greco tautologos ("che dice lo stesso"), è composto da tauto ("stesso") e da logos ("discorso"). Dimostrazione che nelle sue conclusioni ripete inutilmente ciò che era già affermato nella premessa.
Proprio proprio come commenta Sandro. Ecco alcune chicche.
Uno inciampa? Lo si vede alla Tv. Il commentatore capo chiede a Sandro: "Qual'è il tuo parere?" Risposta:" E' inciampato".
Perdiamo 3 a 1 con la Francia, maledetti francesi. Il commentatore capo chiede cosa ne pensa Sandro. Risposta: "Non dovevamo lasciar segnare tre goals alla Francia". Ma va!
Il commentatore capo chiede a Sandro il "telegramma" della partita appena persa: "Primo tempo così così, secondo tempo male". Sagace!
Quando argomenta in maniera più estesa sembra quei giocatori di scopa che già capiscono dall'inizio della mano (persa) come dovevano esser giocate le carte, ma lo dicono alla fine dando la colpa al compagno.
Io non seguo il calcio giocato, guardo solo le partite della nazionale in TV, ma grazie a lui ho scoperto dov'è il pulsante mute audio nel telecomando.
Ci sono voluti decenni per liberarsi dalla sfiga di Pizzul, ma, a questo punto, ridatecelo...
INVESTIGATORI DA CONDOMINIO
Non ho simpatia per gli investigatori da condominio o i giornalisti da foglio locale, figli culturali del Maurizio Costanzo Show, quelli che anche di fronte all'evidenza devono CAPIRE BENE cosa c'è dietro, quelli che "Chiedere è lecito, rispondere è cortesia", gente cresciuta culturalmente dal diplomino di terza media senza libri ma grazie a tante ripetizioni serali. Un pezzo non piccolo d'Italia. Gli stessi che se vedono una persona che prende a schiaffi un'altra non pensano "Ma che fa quel cretino, mena?" ma prima dicono "Mi sono tanto spaventata/o" (E' l'esordio da intervista e sembriamo un popolo di cagasotto, ma funziona televisivamente) e poi si domandano argutamente "Cosa avrà detto/fatto quello che le prende (?) per causare quella reazione?", probabilmente perchè non è simpatico. Televisione di servizio. Bene, investigatori da condominio, figli e figlie del Tenente Colombo, serve il vostro pragmatico parere su quello che è successo a Brescia in questi giorni. Io non entro nel merito di questioni religiose o culturali ma una cosa è stata detta alla tv dal rappresentante della comunità pakistana, il quale pur deprecando l'uccisione della giovane ragazza ha detto: "Il padre se l'ha fatto aveva le sue buone ragioni".
Riuscite a cogliere, giornalisti d'indagine, i guasti che fanno certi modi di pensare? Quel dover dimostrarsi per forza intelligenti (!) mettendo in dubbio l' evidenza, invertendo nessi e logica, come vi confrontate ora con queste situazioni dove si uccide una ragazza che vuole vivere la sua vita, ma ci sono delle buone ragioni per farlo?
Cercherete quindi di CAPIRE BENE e vedere cosa c'è dietro senza fermarvi alla notizia? O questo esce dal campo delle vostre competenze di condominio? O questo non riguarda noi italiani? O il padre - maschio - è antipatico e quindi ha torto? O questo non c'entra con l'esempio di prima? Chì è che decide le buone ragioni? Quanto vi manca Mauri, non è vero?
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200608articoli/9039girata.asp
ISTRUZIONI PER L'USO
Cribbio, metti il cartello "Chiuso per ferie" e sei qui ancora... allora non sei andato via, sei un misero atipico. Echisenefrega: la telematica è anytime/anywhere.
Ho pensato, spero non rovinosamente, che un blog abbisogni d'istruzioni d'uso.
Si dà per scontato (solo qui in Italia ovviamente) che tutti sanno e capiscono ma non è vero: possedere una laurea non significa automaticamente sapere cos'è un blog e come si legge.
Io specificherò per il mio, ma credo valga anche per molti altri.
Caro lettore, sia che tu mi conosca personalmente sia che tu mi identifichi nel perfetto sconosciuto uomo_della_strada, leggendo queste righe NON devi pensare che:
- i testi parlino sempre e comunque di me: le storie sono spesso costruite mediante un mix di osservazioni reali, esperienze di terzi, cose lette o sentite. Spostare le risposte sul personale non è la strada giusta d'interagire anche perchè - prova a pensare - nessuno camminerebbe nudo per strada con addosso sguardi altrui che soppesano criticamente le proporzioni...
- i testi forniscano soluzioni: no, preferisco campi aperti alla speculazione;
- i testi debbano essere buonisti o allineati: il senso di un blog è anche usare l'ironia e il sarcasmo con la speranza che aiutino a riflettere (ma quando mai.. vabbè, uno ci prova);
- i testi che parlano delle donne siano contro le donne: scrivo molto di loro perchè ne sono perennemente circondato (nel lavoro, nella vita dei tutti i giorni, nel privato), vedo molte cose interessanti e quindi perchè non stuzzicarle?
Vivere da normali uomini in mezzo a grandi donne non è nè comodo nè facile anche perchè (loro) non esitano a definirci, affettuosamente s'intende, primitivi.
Ma, prometto, posterò qualcosa sui primitivi.
Ho dimenticato qualcosa? Credo di no.
Sani





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