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De.licio.us

QUELLI CHE

di progetto (17/09/2008 - 00:28)

Ai margini di una "normale" vita di società esistono, credo per tutti, delle situazioni relazionali talvolta originali e divertenti, in altri casi un un pò meno... vado a delinearle.

Quelli che saluti da una vita ogni volta che ti incroci in città, e loro ricambiano, e tu ricambi, pur avendo parlato insieme magari una volta sola, tanti anni fa.
Non sai dove abitano e cosa fanno, non sai i loro nomi, ma invecchi salutandoti per strada.

Quelli che non saluti ma che vedi (quasi) sempre prima di partire per un viaggio o appena ritornato.
Non sai chi sono, ma ci sono. Moderni auguri o segni del destino? Meglio non approfondire.

Quelli che non ti salutano più perchè diventi per loro invisibile.
Persone con le quali sei uscito a cena, hai lavorato, parlato: senza motivi veri o documentati, a un certo punto, scompari dal loro campo visivo e non esisti. Puoi anche cercare il loro sguardo, la prima volta, e accennare un saluto, ma la tua trasparenza è da lago di montagna.
Sai abbastanza di loro, e loro di te, ma invecchi ignorandoti. Stronzi.

Quelli che vorresti salutare ma non li vedi da più di 30 anni.
Io ho un record personale: non ho più visto nè incrociato un compagno di scuola media superiore dal giorno dell'esame di maturità, tal Busato di cognome. 
Sono passati 33 anni, abitiamo a 15 km di distanza, so che lavora e abita nello stesso paese, quasi stesso settore professionale.
Viene da dire: "Chiamalo, cercalo, se hai voglia di parlargli", ma, a dire il vero, non voglio rinunciare alla possibilità di stabilire un qualsivoglia record.

Quelli (meglio quelle) che ti piacerebbe incontrare anche di sfuggita, ma che sono scomparse dai luoghi che prima frequentavano assiduamente. Spesso sono ex.
Magari lavorano e abitano entro un raggio di 5 km dalle rispettive abitazioni/ luoghi di lavoro, ma è impossibile che avvenga un incontro casuale.
Dove cazzo sono finite, se una volta erano sempre in centro?
Se questi sono segnali da considerare, si può concludere che l'incrocio tra le rispettive vite è stato un evento fine a sè stesso, non forse così importante come si pensava.

Quelli che non vorresti MAI incontrare, ma poi ci sono dove non dovrebbero esserci.
Una pattuglia di vigili arrabbiati, ad esempio, mentre sorpassi con doppia linea continua...

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DONNE IN POLITICA 3/3

di progetto (11/09/2008 - 23:41)

Sarah Barracuda ha assunto il ruolo del «pitbull col rossetto» che azzanna Obama.
Questa donna mi spaventa da morire. E' Wonderwoman mascherata.
Leggete il suo curriculum vitae.

A 10 anni ha ucciso il suo primo coniglio, sparando dalla veranda della casetta gialla dei genitori, a Wasilla, paesino dell'Alaska ai piedi dei monti Talkeetna.
Alle elementari leggeva già i quotidiani, attentamente, dalla prima all'ultima pagina.
A 18 anni ha giocato la partita di basket della sua vita nel campionato statale dell'Alaska, segnando il punto alla vittoria per le Wasilla Warriors nonostante avesse una caviglia rotta. Ventenne, sul peschereccio del futuro marito Todd si ruppe diverse dita di una mano. Il giorno dopo, fasciata, tornò in barca ad aiutarlo.
Testarda, determinata, il papà afferma di aver perso ogni potere di influenzarla quando aveva 2 anni.  È la terza di 4 fratelli.
Famiglia unitissima. Tutti insieme a caccia di caribù, capre selvatiche, foche, a competere in maratone e corse campestri. Sarah fu battezzata in fasce in una chiesa cattolica, ma poi gli Heath passarono alla Wasilla Assembly of God.
Quando aveva 12 anni, volle essere ribattezzata nel lago Beaver: a lei si unirono la mamma e i fratelli. 
Una laurea no? Un pò di esperienze culturali, qualche libro scritto, qualche docenza universitaria ? No, vero?

Ricordo che John McCain è un pò avanti negli anni.
Il Vice Presidente degli Stati Uniti è la seconda carica del governo: in caso di morte, dimissioni, destituzione o temporaneo impedimento del Presidente in carica, il Vice Presidente gli succede.

Sarà vita dura per i conigli.

Fonte Corriere.it

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DONNE IN POLITICA 2/3

di progetto (11/09/2008 - 23:14)

Gelmini Mariastella, Ministro dellIstruzione, dell'Università e della Ricerca.
Nata a LENO (BRESCIA) il 1° luglio 1973
Laurea in giurisprudenza; Avvocato

11 settembre 2008
Roma. Dal gruppetto di professori precari partono dei fischi e qualche invettiva: «vergogna», diretti alla Gelmini. Arrivano alcuni poliziotti in borghese. Prima li invitano a desistere. Poi li identificano.

Il Ministro ribadisce l'urgenza di riforme nell'organizzazione delle scuole elementari e annuncia altre novità: "Cambierò la scuola media. C'è un deficit di formazione. Servono più italiano, più matematica, più inglese. Ho insediato una commissione che studia la riforma. Voglio farla presto".

D'accordo, Ministro, faccia come crede... senza però che le Forze dell'Ordine arrivino nelle case degli Italiani, di notte, a chiedere spiegazioni. D'accordo?

Fonte Corriere.it

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DONNE IN POLITICA 1/3

di progetto (11/09/2008 - 23:02)

Mara Garfagna, ministro per le Pari Opportunità (alla data dell' 11 settemrbe 2008 il ministro non risulta nell'anagrafica di Parlamento.it ed è lei quella nella foto a sinistra, sempre che non venga censurata).

"Come donna impegnata in politica e nelle istituzioni, la prostituzione mi fa rabbrividire - ha aggiunto il ministro -Mi fa orrore, non comprendo chi vende il proprio corpo. Ma mi rendo conto che è fenomeno che esiste e che purtroppo non può essere debellato, come la droga".

Un po' stupita un po' sarcastica la reazione di Carla Corso, una delle fondatrici del Comitato dei diritti delle prostitute, alle affermazioni del ministro Carfagna che ha detto di provare «orrore per chi vende il proprio corpo». Eppure - afferma Corso - "la signora ha usato il suo corpo per arrivare dove è arrivata, facendo calendari. Basta aprire internet per vedere le sue grazie".
Carla, ascolta, entra nel Popolo delle Libertà e probabilmente, essendoci le Pari opportunità istituzionalizzate, ti faranno ministro.

Speriamo dell'Interno ;-)

L'immagine della signora è censurata da Dada, probabilmente offende il pudore della Community.  Ora, prima no. Il ministro formato calendario è visibile qui.

Fonte Corriere.it

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ITALIANE IN VACANZA

di progetto (09/09/2008 - 23:22)

Le donne italiane, le donne più belle al mondo, stanno ormai perdendo smalto e appeal. Come mai?
Non capisco. Colpa della crisi economica?
Questa estate ho girato qualche albergo sia in Italia che all'estero - non alberghetti a due stelle s'intende - e le italiane non reggono più il confronto con le straniere, (non parlo delle francesi o americane o spagnole), ma nemmeno con le europee dell'est, di fresco conio.

Le italiane d'estate sono tutte occhialoni in testa (molti falsi, s'intende, basta che siano enormi) capelli sostenuti da mollettone (se va bene), niente trucco, niente parrucchiere, infradito ma non sempre Havaianas, spesso sandali (terribili), atteggiamento da "sfiancate dai figli".
Donne da sposare e avere al fianco per sempre...
Difficilmente cambiano  vestito la sera a cena in albergo, vestono un casual povero "Perchè se rubano la valigia perdo poca roba", tanto jeans, canotte improbabili.
La  cosa tragica è che molte mamme continuano ad ostentare un look ed atteggiamenti da "ragazze" convinte di essere belle in sè.

Le nuove europee sono diverse, più motivate, più eleganti, più femminili.
Attenzione, signore, a non vivere di ricordi e memorabilia.
L'attenzione si sposta facilmente, di questi tempi, e al seguito i mariti.

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UOMINI E MATRIMONIO

di progetto (30/05/2008 - 18:20)

Il post precedente è funzionale a questo per spiegare alcune cose. Agli uomini, diciamolo, la semplice parola "matrimonio" li disorienta totalmente, e li proietta all'istante in un vortice di paure, pregiudizi, domande senza risposta.

Di fronte all'idea di salire sull'altare, la maggior parte degli uomini preferisce (preferirebbe) darsela a gambe.
Ricordo ancora le mie contrazioni alla pancia - le uniche che ricordi in vita assieme alla prima volta sulla Montagne Russe - nell'attesa della sposa in chiesa.

L'uomo potrebbe temporeggiare all'infinito, nella speranza che l'eventuale compagna si stanchi e si rassegni allo status quo, o accetti la teoria della convivenza.
Sia ben chiara una cosa: qui i sentimenti non c'entrano. Non si tratta di "quanto" amore un uomo nutra per la sua donna.
Il punto è che, anche per un uomo molto innamorato pronunciare il fatidico sì corrisponde a una specie di salto nel vuoto.

Per le donne è diverso.
Esse sentono molto la promozione sociale nell'essere "moglie" rispetto a "fidanzata", e quindi il matrimonio è un "passaggio obbligato", anche se poi troveranno la salita ancora più ardua, graduata (dalle stesse altre donne) tra l'essere semplicemente "moglie" o "moglie mamma con un figlio" o "moglie mamma con più figli"... siete molto gerarchiche, lo sapevate vero?

Ognuno ha poi avuto la sua storia matrimoniale. Se le cose funzionano male che accade? Mugugni, rancori, astinenza sessuale prolungata: vi ricordate che per mesi avete dormito di fianco, nel bordo estremo del letto, nella speranza di non esser toccate da un marito insopportabile?.

Alla fine il matrimonio lo chiuderà proprio chi l'ha voluto di più, cioè la donna.
Perchè l'uomo, con quello che gli è costato il primo bungge jump, preferirà starsene fuori casa il più possibile (per lavoro, per l'amante, per 100 altre cose) recuperando quella condizione di "vivere all'aperto" che gli appartiene.
Se poi accadono situazioni dove la coppia si separa di fatto e/o legamente, ma convive sotto lo stesso tetto  per motivi economici o per figli, e la donna stoicamente continua a lavare, stirare e cucinare ordinariamente... non brontolate, new singles ;-)

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LE 10 COSE ...

di progetto (30/05/2008 - 18:09)

Le dieci cose che gli uomini  più temono del matrimonio:

1) La fatidica frase "per tutta la vita" (evoca il suono metallico di una serratura che si chiude: quella della cella!)
2) Dire addio all'idea di flirtare con (tutte) le altre donne.
3) Il complesso del "Che succede se..." (esempio: "Che succede se mi innamoro di un'altra donna?")
4) Il divorzio (significherebbe ammettere di essersi sbagliati)
5) Rivivere il fallimento matrimoniale dei propri genitori
6) Abbandonare il proprio posto di "Presidente nell'industria del Divertimento" per sottostare a una schiera di direttori "nell'industria del Compromesso", dove verrà vagliata attentamente ogni tua decisione.
7) Diventare un membro attivo della Confraternita dei Mariti Domati
8) Una vita piatta (noia, impegni familiari, routine)
9) Rinunciare al silenzio, al controllo delle situazioni, alla privacy, ai tuoi programmi preferiti, alle serate "brave" con gli amici, al fumo, alle sneakers sudicie...
10)  Rinunciare al brivido del sesso last-minute (ma a lunga durata) per lasciare il posto a un regolare "Tu fai questo, io faccio quello e ora dormiamo".

Dal libro dello scrittore americano James Douglas Barron, autore di "She wants a ring, and I don't wanna chance a thing".

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NUOVE VERGINITA'

di progetto (25/05/2008 - 22:50)

L'altro giorno, un caro amico,  mi telefona per descrivermi un interessante incontro galante avvenuto la sera prima.
"Bellissima donna - mi dice entusiasta - separata da poco, elegante ed attraente, tacco da 12 con vestito giusto, insomma perfetta!"
Aggiunge: "Pensa, mi ha confidato che nella sua vita ha avuto solo due amori importanti, di questi uno è stato suo marito, con il quale, prima di sposarsi, è stata lungamente fidanzata".

Bingo! Ecco una nuova monogama restituita alla vita sessuale extra coniugale!

Non se ne può più! Questa storiella, sentita direttamente o indirettamente diverse volte, è ora che diventi ancora più pubblica in modo che finisca nel cestino.

Trovo irritante questo voler riproporsi a tutti costi, magari a 45/50 anni e con un figlio, come una candida a trepidante vergine in attesa del nuovo cavaliere. E siccome le parole non bastano alla prova del 9, leggete un pò (se vi interessa) quello che fa la chirurgia estetica: http://magazine.libero.it/generali/generali/ne4678.phtml.

Posso darvi un consiglio, lettrici donne? Siate voi stesse.
Nessuno vi chiederà il vostro passato, almeno quelli come me, per cui evitate patetici raccontini, gli stessi che già facevano le furbe veline qualche anno fa nel colto salotto di Maurizio Costanzo. 
O avete proprio proprio tutte studiato da interne in un collegio di suore?
E le compagne dove sono finite? E quelle che ai festini, a 16 anni, si baciavano ogni volta un paio di ragazzetti?

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DOVE SEI?

di progetto (24/05/2008 - 23:52)


Odio le domande e le persone che vivono di domande
. E' comprensibile che un'interazione umana passi anche attraverso il "chiedere per acquisire informazioni", ma io sono disgraziatamente circondato da molte, tante persone che comunicano chiedendo, dimenticando l'esistenza di quella che si definisce "rielaborazione personale dei contenuti".

Come se non bastasse, pare che le telefonate al mobile si aprano ormai con una sola domanda: "Dove sei?" Non: "Ciao!" o "Ti disturbo?" o "Puoi parlare?" bensì "DOVE SEI?"

Allora carino/carina che non ti fai gli affari tuoi, a te, con l'intelligenza al massimo pari alla batteria scarica del tuo cellulare uso rispondere: "Sto facendo la cacca"... e dall'altra parte "Sul serio?"... oppure: "Sono dentro la sauna"... e dall'altra parte "Ma c'è segnale?"  Si, carino/carina, portati il cell in sauna e vedrai.

Sono arrivati perfino a chiedermi dov'ero chiamandomi ad un numero di rete fissa.
"In autostrada" ho risposto... e la batteria scarica di turno, di rimando tutt'altro che spiritoso: "Ma... con il cordless?".
Poveri figli di un Dio minore, poveri, sfortunati, figli,  del "Chiedere è lecito, rispondere è cortesia", compratevi un bel libro delle risposte (lo trovate in tutte le librerie) e placate così la vostra sete di sapere. Non chiedetemi però quanto costa, non lo so ;-)

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EPICURO, LE PROVE DELLA VITA E QUANT'ALTRO...

di progetto (13/03/2008 - 22:58)


Secondo Epicuro
la felicità è possibile solo se si assume come fine ultimo il piacere.
Quando diciamo che il fine è il piacere non intendiamo i piaceri dei dissoluti e dei gaudenti, ma il non soffrire quanto al corpo e il non essere turbati quanto all’anima.
Il piacere diventa una soppressione del dolore che si ottiene soddisfacendo gli stimoli necessari, ed eliminando gli stimoli che per loro natura non possono essere soddisfatti e, quindi, provocano delusione e dolore.
In altre parole l’epicureismo insegna la scienza dell’autodominarsi, che egli chiama calcolo dei piaceri.

Bene, supponiamo d'esser stati degli epicurei per anni, ma, nonostante questa pratica attenta, la vita decide unilateralmente, e ci riesce eccome, di metterti alla prova.
Sembra sia una condanna per la nostra specie imperfetta.
Come ha osservato un biologo, "L'uomo è un animale del cattivo tempo", cioè prospera e progredisce attraverso prove ed afflizioni.
Il termine biblico tradotto con "purezza" è legato all'essere messi alla prova, raffinati con il fuoco.
Tendiamo a pensare alla purezza come a qualcosa di fresco, verginale, intatto: nella Bibbia, invece, si parla di qualcosa di attempato e provato, raffinato, d'esperienza e purgato dalle scorie mediante il fuoco.

Fuoco... ossia dolore, depressione, confusione, contrasti, crisi d'identità,  causati da persone spesso molto dentro la nostra sfera emotiva.

Non è possibile evitarlo. Può accadere a tutte le età.
Ma se questo fuoco biblico viene gestito con intelligenza, con pazienza e sopportazione, capacità di rivedersi e rivedere la vita, diventa un'ottima occasione di crescita personale.
Ti consente di rinnovare quegli *strumenti* sinora usati per gestire l'esistenza,  di introdurre nuove funzionalità, di comprendere nuovi linguaggi.
E si può, tutto sommato, tornare ad essere epicurei ma consapevoli.
Che ne pensate? Avete già dato? ;-)

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MOLTE VITE, UN SOLO AMORE

di progetto (01/03/2008 - 12:11)

A ciascuno di voi è riservata una persona specialeA volte ve ne vengono riservate due o tre, anche quattro. Possono appartenere a generazioni diverse.

Per ricongiungersi con voi, viaggiano attraverso gli oceani del tempo e gli spazi siderali. Vengono dall'altrove, dal cielo. Possono assumere diverse sembianze, ma il vostro cuore le riconosce. Il vostro cuore le ha già accolte come parte di sè in altri luoghi e tempi, sotto il plenilunio dei deserti d'Egitto o nelle antiche pianure della Mongolia. Avete cavalcato insieme negli esercici di condottieri dimenticati dalla storia, avete vissuto insieme nelle grotte ricoperte di sabbia dei nostri antenati. Tra voi c'è un legame che attraversa i tempi dei tempi: non sarete mai soli.

L'intelletto può intromettersi e dire "Io non so chi tu sia".  Ma il cuore sa.

Lui ti prende la mano per la prima volta e la memoria di questo tocco trascende il tempo, e fa sussultare ogni atomo del tuo essere. Lei ti guarda negli occhi, e tu vedi l'anima gemella che ti ha accompagnato attraverso i secoli. Ti senti rivoltare le viscere. Hai la pelle d'oca. Tutto al di fuori di questo momento perde importanza.

Lui può anche non riconoscerti, anche se finalmente l'hai incontrato di nuovo, anche se in effetti lo conosci. Ma tu puoi sentire il legame che esiste tra voi. Puoi vedere la carica potenziale, il futuro. Lui forse no. Le sue paure, il suo bagaglio intellettuale, i suoi problemi gli creano come un velo sul cuore. Ed egli non lascia che tu l'aiuti a dissipare quel velo. Tu t'affliggi e ti struggi, lui se ne va. Il destino può essere così delicato.

Quando invece due persone si riconoscono reciprocamente, non c'è vulcano che erompa con maggiore passione. L'energia liberata è enorme.

Il riconoscimento dell'anima gemella può essere immediato. Si avverte un'improvvisa sensazione di familiarità, di conoscere già questa persona appena incontrata, ben oltre i limiti cui arriva la mente consapevole. Di conoscerla così profondamente come di solito accade con i più intimi membri della famiglia. O anche di più. E di sapere già cosa dire, e come l'altro reagirà. Nasce quindi un senso di sicurezza, e una fiducia ben più grande di quella che si potrebbe pensare di raggiungere in un solo giorno, in una settimana, in un mese.

Il riconoscimento dell'anima può essere un processo sottile e lento. All'inizio, magari solo un albore di consapevolezza nel momento in cui il velo viene delicatamente sollevato. Non tutti sono pronti ad accogliere subito la rivelazione. C'è una progressione da rispettare, e può darsi che si renda necessaria, da parte di chi lo comprende per primo, una certa pazienza.

A farti capire che ti trovi di fronte ad un tuo compagno d'anima può essere uno sguardo, un sogno, un ricordo, un sentimento. E tale risveglio può avvenire anche attraverso il tocco delle mani di lui, o il bacio delle labbra di lei, e la tua anima balza di nuovo alla vita.

Il tocco che desta può essere quello del tuo bambino, di un tuo genitore, di un fratello, o quello di un amico vero. Oppure può essere quello del tuo diletto, che arriva a te attraverso i secoli, per baciarti ancora una volta, e per ricordarti che siete sempre insieme, fino alla fine dei tempi.

(Briann Weiss  "Molte vite, un solo amore - l'eterno incontro delle anime gemelle". Il Dr. Weiss è uno psichiatra statunitense, che pratica la terapia della regressione e la psicoterapia spirituale).

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BARBIE IN SCADENZA

di progetto (26/02/2008 - 14:32)

Questa definzione, coniata da una donna nei confronti di altre donne, mi ha fatto ridere per un bel pò e riflettere sul fenomeno.

A ben guardare il mondo occidentale è pieno di Barbie in scadenza in cerca di giovani Ken, i quali sembra (sembra proprio) guardino con rinnovata attenzione le odierne stupende 50enni.

Una bella pari opportunità per il mondo femminile.

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